SIMONE MOSCATO

Laureato con 110 e lode in Scienze della Formazione con una tesi sperimentale sulla comunicazione attraverso il “suono fuori dalle strutture verbali”.

Ha studiato con Raffaella Misiti, Tommaso Monaco, Pierluigi Molinaro e con il M° Antonio Juvarra.Ha seguito seminari di tecnica “Belting”, “Metodo Funzionale” di Gisela Rohmert con Pierluigi Molinaro, “Tecnica Alexander” con Federica Felici, “Improvvisazione e arrangiamento” vocale con Roger Treece, “Lirica” con il M° Antonio Juvarra, e studiato l’antropologia vocale dei paesi orientali attraverso tecniche quali il Kargyraa e il “canto difonico”.

Ha partecipato come relatore al V° convegno internazionale di foniatria “La voceartistica” (organizzato dal Prof. Franco Fussi), presentando i risultati di una ricerca dal titolo “L’incontro tra la tradizione belcantistica italiana e le forme della vocalità moderna, l’equilibrio tra l’essenza naturale della voce e l’identità stilistica” e come uditore al IV° convegno, scrivendo per l’occasione un mini saggio intitolato “In me si canta”.Ha partecipato nel 2011 all’ultimo corso “PROEL” (metodo prpriocettivo elastico) del Dott. Alfonso Borragàn, tenutosi a Santander il 27 e il 28 Maggio, e al “Voice Circus Experiment” del 26 Maggio, partecipando attivamente alla sperimentazione.

Collabora dal Settembre del 2005 con il fisioterapista Giorgio Filosto (metodo Mézières), studiando gli effetti della postura sulla qualità della respirazione e del suono, e con lo stesso elabora un percorso vocale-posturale chiamato “La mia postura del canto”.

Dal Febbraio del 2009, la ricerca sulle diverse qualità della respirazione viene implementata con degli studi fatti su diversi cantanti provenienti da diversi stili, professionisti e non, e surrogata in particolar modo da una serie di indagini endoscopiche fatte su sè stesso, al fine di osservare e dimostrare a livello foniatrico le correlazioni tra respirazione e modificazioni della laringe e del “tratto vocale”, con l’aiuto del Dottor Stefano Brambilla e del Dottor Angelo Formenti, nel “centro integrato di videoendostroboscopia elettronica Enrico De Amicis” di Milano.

Sempre nel centro “Enrico De Amicis”, vengono fatti ulteriori studi endoscopici sul funzionamento delle corde vocali, con attenzione particolare alla relazione tra “muscolo vocale” e “cover”, nei vari tratti dell’estenzione e nei diversi “registri laringei”.

Ha lavorato al progetto “Vocalità e benessere psicofisico” con la Dottoressa Professoressa Leda Galiuto dell’Università Cattolica, policlinico “Gemelli”, per un uso della vocalità a fini terapeutici e riabilitativi.

Ha ideato in collaborazione con la logopedista Marta Civica, il PHI (Proprioception Handicap Index) per confrontare la propriocezione del corpo prima e dopo la somminastrazione della terapia propriocettiva elastica (Il metodo propriocettivo elastico PROEL di Alfonso Borragan).

Ha collaborato col terapista Shiatsu Tiziano Lamantea in alcuni seminari sulla vocalità, studiando la relazione tra voce ed equilibri del corpo.Dal 2004 studia e ricerca con l’intento di formulare una didattica nella vocalità moderna sul principio della scoperta, del rispetto e dello sviluppo “dell’identità vocale”.
In relazione ai propri studi propone i seguenti seminari:

  • “Le meccaniche invisibili”: Scoprire le meccaniche della voce per renderle semplici, chiare e funzionali al proprio suono, riportare “le parti ad una voce intesa come unico gesto olistico”, riscoprendo la propria “identità vocale”.
  • “La mia postura del canto” (in collaborazione con il fisioterapista Giorgio Filosto): Sudio della postura in relazione al proprio suono, comprendere e modificare il proprio “abito posturale” in completa sinergia con la fisiologia e lo stile di ogni cantante.
  • “Vocalrock”: Registri “misti” oltre il Do4, “registri di fischio”, ongi qualità di falsetto (normale, rinforzato e “stop closure”) uso dei suoni “sporchi e graffiati” tipici del rock, del soul, del blues, del Jazz e del pop, con l’attivazione di “aritenoidi” e “false corde”. Capire come e se è possibile costruire o migliorare una vocalità che comprenda i suoni tipici di un’espressività dal forte impatto sonoro, e dal sensibile e più che attento impegno laringeo.
  • “Seminario di autoproduzione musicale” (In collaborazione con lo studio di registrazione “Lumière de nuit” di Stefano Bari e Laura Daniele): Come lavorare in studio di registrazione, l’approccio strumentale e quello vocale in fase di produzione e registrazione di un brano originale o di una cover.

E’ maestro dei solisti e codirettore nella compagnia romana “Musici e Comici” dal 2002 al 2004 (con cui ha interpretato nel 2004 il ruolo di Jesus nel musical “Jesus Christ Superstar”). Ha insegnato alla scuola “Sentieri musicali”, alla “Il Sentiero” , all’associazione “Arthè” di Poggio Mirteto, e all’I.M.I. (International Music Institute). Insegna attualmente alla “Musica ed altro Balduina”, alla “Bèla Bartok”, e al centro di formazione e produzione “L’Ottava”. Tiene lezioni privatamente e svolge seminari di vocalità per cori e compagnie di musical.Organizza incontri di vocalità con insegnanti e performer di tutta Italia. Ha scritto recensioni ed interviste per l’associazione “VoiceArt” dal 2005 al 2007, e per la stessa associazone ha tenuto durante lo stesso periodo una rubrica sul canto intitolata “Diario”.www.lostudiodelcanto.it www.facebook.com/lostudiodelcanto

www.lostudiodelcanto.it

 

PROGRAMMA

Programma del corso:

Presupposto fondamentaleIl programma che viene di seguito proposto, non può certamente chiarire o prevedere tutti i possibili risvolti del percorso didattico, ma si propone di descrivere, attraverso una consecuzione ideale di step formativi, gli elementi più rilevante attorno cui costruire ed imparare. Il presupposto formativo è quello di insegnare all’allievo come le meccaniche visibili ed invisibili della voce si combinano nel canto, per dare vita a tutti i suoni possibli per ogni fisiologia vocale, nell’intento di liberare l’esigenza espressiva di ogniuno attraverso scelte consapevoli e vicine all’identità vocale di chi canta. Combinare non vuol dire separare, nella misura in cui ogni elemento dopo la giusta comprensione venga reinserito nella sensazione globale del canto, “le parti devono necessariamente tornare al tutto”, nel rispetto della natura “olistica” del suono. Cantare non è certamente far funzionare un meccanismo, cantare è dire qualcosa attraverso l’espressività dei colori, del volume, dell’intensità, della tonalità dei suoni che produciamo, in associazione a concetti espressi con le parole o con l’assolutezza di suoni lasciati fuori da strutture verbali, ma cosa avviene quando il corpo non risponde in modo appropriato? E’ davvero necessario piegarsi a funzionamenti inconsapevoli che il corpo ci propone in relazione a postura, abitudine fonatorie legate al parlato, rigidità muscolari o blocchi legati al proprio carattere? O forse possiamo intervenire restituendo alla necessità di comunicare la più appropriata risposta vocale, studiando il proprio corpo in modo che sia espressione della propia identità, studiando la propria voce in modo che sia espressione di ciò che intendiamo comunicare in tutte le sue sfumature.E’ sulla base di quest’esigenza che la proposta didattica che viene qui esposta si costruisce, non esponendo il modo “giusto” o quello “sbagliato” di cantare, ma insegnando in modo semplice come la voce “funziona”, lasciando poi al desiderio e alla responsabilità di chi canta la libertà di compiere una scelta.Il programma di divide in tre parti, “l’approccio alla vocalità”, “l’elaborazione più complessa dei suoni” e “la produzione vocali oltre i limiti dell’ortofonia”. Approccio alla vocalitàApprocciarsi in modo consapevole alla propria vocalità vuol dire innanzitutto comprenderne i linguaggi, capire cosa avviene, osservare, percepire, per poi utilizzare in modo consapevole. Quando decidiamo di produrre un suono, il nostro corpo si organizza per creare qualcosa di soddisfacente rispetto a ciò che desideriamo fare, sulla base di quel che ha imparato nelle produzioni vocali precedenti durante il corso della propria vita.Tutto avviene attraverso un ciclo di autoapprendimento incosapevole, nel quale l’esigenza crea un suono, il suono diventa un precedente memorizzato, e la memoria del suddetto suono diventa formalizzazione dell’esigenza stessa.E’ proprio in questo ciclo che l’esperienza guidata nella creazione di un suono, insegna all’allievo come ogniuno di questi meccanismi può esere controllato, iniziando il percorso dai suoni più semplici ed accessibili rispetto alla propria riscoperta fisiologia vocale.- Rudimenti di fisiologia dell’apparato vocale- la voce come sommatoria della nota fondamentale e degli armonici- Consapevolezza del ciclo causa-effetto “prefigurazione del suono e suono effettivo”- Percezione del suono nello spazio di risonanza attraverso la sensazione vibratoria- Percezione esterna dall’orecchio dell’equilibrio armonico (brillantezza corposità e spazialità) del “registro modale”- “Attacco” del suono- Relazione funzionale nella zona “bassa”, “media” ed “acuta” dell’estenzione, tra nota fondamentale, “armonici dell’articolazione” e “armonici della zona del palato molle e del fondo della gola”- Identificazione della colonna fiato e della “verticalità del suono”, allineamento e studio della sinergia dei “tre settori” (respirazione, vibrazione delle corde, risuonatori)- Respirazione “globale” (costale-diaframmatico-addominale) quindi “appoggio”- Studio dell’assetto posturale legato alla respirazione secondo gli insegnamenti dell’approccio Meziérès- Portamento del suono e controllo dinamico- Vocalizzi semplici nella zona centrale del registro modale (una nota, intervalli di terza, quarta e quinta, con e senza metronomo)- Studio di brani compatibili con il livello raggiunto- Composizione di brani originali in collaborazione con l’allievo, per stimolare la ricerca dell’identità vocale.- Guida all’ascolto- Gestione microfonicaFase avanzataIl secondo obbiettivo è quello di rendere l’equilibrio vocale dinamico e agile, aumentando la consapevolezza e gestendo la voce su tutta l’estensione, in tutti i registri vocali.- Studio specifico del risuonatore- Studio del registro: “misto” (gradi di bilanciamento nella produzione del suono tra corde vocali e risuonatore) nella zona centrale ed acuta- Studio del registro di “falsetto”, “semplice”, “rinforzato” e “stop closure”- Studio specifico dei “passaggi di registro” e dell’omogeneità timbrica- Vocalizzi più complessi, spostandoci dalla zona centrale (intervalli di sesta, settima ed ottava, con e senza metronomo)- Studio di brani compatibili con il livello raggiunto, composizione di brani originali adeguati al livello di studio- Guida all’ascoltoCompletamento del corsoIl terzo obbiettivo è quello di integrare la vocalità naturale con le esigenze stilistiche, rendendo l’allievo autonomo, quindi in grado di sfruttare le proprie possibilità espressive con la massima consapevolezza del proprio strumento, entro ed oltre i limiti della “vocalità naturale”.- Riassunto di tutti gli esercizi fatti- Studio del vibrato- “Registro di fischio”- “Vocal fry”- Uso delle false corde e delle aritenoidi nei diversi assetti del risuonatore e registri laringei- Studio delle altre respirazioni- Studio anatomico approfondito dell’apparato vocale (con attenzione alle sensazioni relative, nel rispetto dell’approccio olistico del canto)- Studio di brani compatibili con il livello raggiunto, composizione di brani originali adeguati al livello di studio- Guida all’ascolto

Organizzazione Eventi

Produzioni

Iscriviti alla newsletter